Visualizzazione post con etichetta esoterismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esoterismo. Mostra tutti i post

mercoledì 16 gennaio 2019

L'APPARENZA INGANNA


Guardate questa statua.
Stavo scorrazzando liberamente col mio pargolo durante una visita guidata al MAO (Museo di Arte Orientale) di Torino, quando ci siamo imbattuti in questa statua, realizzata in Cina durante il periodo Han (200 a.C.).
Cosa vi sembra? Un demone, un mostro, un contadino posseduto da Satana.
Invece la guida, mia amica, mi ha fatto notare una cosa curiosa. Quella statua raffigura un esorcista.
Così ho pensato due cose.
La prima, che spesso prendiamo l'aspetto di ciò che combattiamo, soprattutto se in questa lotta abbiamo rischiato di perdere noi stessi.
La seconda, che l'apparenza inganna. E un povero diavolo che cerca di aiutare la gente, magari utilizzando la magia e la divinazione, viene automaticamente etichettato come un pericoloso satanista, soprattutto in questa nostra Italia ancora così provinciale.
Poi è vero anche il contrario, e abbiamo fior di guru e santoni implicati in casi di circonvenzione di incapace, abuso sessuale e pedofilia. Giusto ieri ne parlavo in una intervista in radio, dell'importanza di riconoscere e seguire la propria luce interiore, più di quella di maestri /guru / santoni vari.
Quando studiavo psicologia il mio professore preferito, Bruno Bara, ci ripeteva sempre che l'abito FA il monaco. Il modo in cui noi ci vestiamo, come ci poniamo agli altri, sono messaggi potenti che rivelano la nostra interiorità.
Oppure, credo io, che rivelano ciò che NOI vogliamo mostrare.
Comunque, per non sbagliare, alle sue lezioni e ai suoi esami eravamo tutte curatissime, e ancora adesso non saprei dire se il mio ultimo trenta e lode con lui non sia stato anche merito della mia messa in piega e della camicetta bianca.
In tanti anni a contatto con la gente ho scoperto una cosa. Chi veste di nero, si ricopre di tatuaggi o piercing, studia esoterismo, appare schivo e ombroso, o rozzo e irriverente, spesso è molto meno pericoloso di alcuni individui dall'apparenza normale, coi loro golfini in cachemire e i toni pastello.
Guardavo questa statua divisa da me dalla teca di vetro.
Quante volte mi sono sentita come lei. Per dieci persone per cui ho fatto del bene, ce n'era sempre una ad additarmi come un mostro. Che non capiva, che non conosceva il mio mondo, e per ignoranza parlava.
Ora ho imparato a fregarmene, anzi ci rido e ci scherzo sopra.
Siamo il popolo dei diversi, degli originali, dei sensibili, di quelli che agiscono con la Luna e vivono in un mondo ombroso, governato da leggi proprie.
Anche a noi però piace stare al sole, ogni tanto, e fare amicizia con gli abitanti del giorno.
Scoprendo così, tutti insieme, che la normalità non esiste, e che ognuno è fatto sia di Luce che di Ombra.

martedì 21 marzo 2017

IL SANTONE




C’era una volta un finto santone. Per carità, non che secondo me ne esistano di veri, l’unica Luce capace di indirizzarci e farci evolvere arriva da dentro. Comunque, questo finto santone si chiamava Paolo Meraglia. Era un professore in pensione, e gli piacevano ragazze giovani, davvero giovani. Però dato che lui non era particolarmente piacente, né ricco, trovò un modo.
Andò in edicola a comprare un paio di mazzi di tarocchi a basso costo. Prese qualche libro di Magia per darsi un tono, e decise di fare il santone.
Quando apriva le carte gli bastava simulare una situazione piena di negatività, cancellabile con semplici rituali di magia sessuale, per convincere le clienti ad aprire le gambe. E ciò andò avanti per anni, in una anonima mansarda imprestata da un amico compiacente e partecipe.
La sonnecchiante Torino se ne accorse appena.

C’era una volta una ragazza, poco più di una bambina. La vestirono di bianco, dicendole che era stata prescelta come ancella, antica vestale di segreti iniziatici, catalizzatrice di misteriosi rituali sessuali che le avrebbero permesso di rimuovere definitivamente ogni negatività. Il suo ragazzo insisteva che non si tirasse indietro. Tutto ciò le sembrava strano, bizzarro. Col tempo divenne profondamente sbagliato, anche se oltre a lei c’erano molte altre ragazze che continuavano ad andare in quello strano tempio così simile ad una comune mansarda. La vestale lasciò il suo ragazzo malsano e ne trovò uno nuovo. Che rabbrividì quando lei si confidò e la portò al più vicino commissariato di polizia.
La sonnecchiante Torino spalancò gli occhi, turbata da un vivido incubo.

C’era una volta una libreria esoterica nel cuore di Torino, aperta da quindici anni. Il titolare e sua moglie ascoltavano la radio mentre facevano colazione. Sentirono di quella storia disgustosa dove un finto santone e qualche complice inscenavano rituali sessuali e svolgevano stupri di gruppo. Dopo aver scosso la testa aprirono il negozio e vennero letteralmente invasi dai giornalisti. Intervistatori e cameraman totalmente ignoranti in materia chiedevano di vedere, maneggiare, riprendere le cose che potevano fare più scena. Gettonatissime le voodoo - doll e la statuetta del Baphomet. La prima a pubblicare l’intervista fu la Stampa. Che, distorcendo completamente il senso dell’intervista, citò il negozio come “un luogo dove fanatici di esoterismo, magia nera e chissà che altro vanno a respirare l’aria magica”. Dove “Torino città magica è una menzogna divertente”.
Fortunatamente la Stampa rimase l’unica a sfottere gli esoteristi. E ci fece pure una becera figura. Tutti i colleghi di Studio Aperto, Tg5, Tg24, Rai 3 al contrario compresero quanto poco questo centrasse con l’esoterismo, e in onda apparve il titolare di Esotericamente a sottolineare quanto “chi pratica l’Esoterismo come ricerca personale, come crescita, è chiaro che rimanga offeso da questo”.
La sonnecchiante Torino si risistemò i guanciali per ritornare al suo tiepido torpore primaverile.
Con una vestale un po’ meno ingenua, un finto santone dietro le sbarre, ed una libreria esoterica che aveva salvato l’immagine.
Ho sempre amato il lieto fine.

Però. C’è sempre un però.
Perché quando un truffatore si finge mago, medium, esoterista, i mass media inondano le librerie esoteriche e spalano letame sui fruitori di questa spiritualità?
Quando emerge un finto medico si va forse a setacciare l’università di medicina o gli ospedali? Si denigra forse la categoria medica?
Perché fa cosi audience fare di ogni erba un fascio, quando si tratta di esoterismo?
È così divertente prendere in giro persone che, pur affondando radici nel terreno, stanno cercando di guardare il cielo e comprendere cosa si nasconde dietro il moto delle stelle, dietro il fitto velo di Maya, rischiarando il buio della grettezza con la luce di una candela?
Quanto mi piacerebbe ricevere il rispetto anche dalle persone che non credono in questo mondo.
Svegliati, assonnata Torino, e regalami questo sogno.

Baphomet templare

mercoledì 20 maggio 2015

LE MIE CREATURE




Oggi non vi parlerò di pupù, pannolini, bimbi al parco che stazionano su un formicaio (il mio), giovani e promettenti virgulti che ossessivamente chiedono lo stesso dvd di "Giuseppe il re dei sogni" per dieci volte di seguito (il mio), paffute creature che indicano un signore anziano gridando "mamma, perché da vecchi si diventa brutti?"(sempre il mio).
Oggi per "creature" mi riferisco ai miei libri, le mie cartacee creazioni che danno, effettivamente, molto meno lavoro di mio figlio.
Dato che iniziano ad essere un po' 'sti libri che ho scritto, e che per la gioia dei miei editori mi sono ripromessa di sfornarne e pubblicarne almeno uno all'anno, oggi ve li elenco a mò di consigli per gli acquisti.

"I Sette Poteri - le Forze segrete della Magia" (Aradia Edizioni) da me scherzosamente ribattezzato il Minestrone. Perché dentro c'è proprio di tutto,come cito:

"Ho scritto questo libro con un solo intento: far comprendere quanto l’esoterismo abbracci tradizioni diverse, che non si escludono a vicenda.
Ho spaziato tra concetti molto distanti: archetipi di matrice psicologica, invocazioni in latino, raggruppamenti di piante, profumi e quant'altro, paganesimo, voodoo, cabala, tarocchi, astrologia, alchimia….
Questo per far comprendere come, nell'esoterismo, tutto sia strettamente connesso e un argomento non ne escluda un altro.
Le religioni sono tante, la magia è una."

Fondamentalmente, I Sette Poteri danno una prima infarinatura, teorica e soprattutto pratica, di Magia Salomonica. Spiegano inoltre i fondamenti della Magia in generale. Ma dentro, oltre a questo, c'è davvero di tutto, come quando mangi il minestrone e ti stupisci di trovarci il prezzemolo.

Seconda creatura sfornata, perché mi giravano le scatole di essere sempre vista come una satanista appena parlavo di Voodoo, e dato che la gente sospettava che trascorressi la domenica a sgozzare galline in nome di Danballah Wedò, nasce nella gloriosa annata del 2012 "Voodoo e Candomblè - Riti Magici, Poteri, Spiriti e Misteri". Un ABC delle tradizioni magiche di oltreoceano. Anche perché, lo sapete? E' il primo (e che io sappia  unico) libro in italiano che parla di Voodoo da un punto di vista magico e pratico, e non antropologico - culturale da piazzare agli studenti universitari.

Poi c'è stato, nello stesso anno, un intermezzo autoprodotto, "Feng Shui - Architettura dell'anima". Qui sono andata in Oriente, cercando di sfatare un altro pregiudizio. Quello che voleva il Feng Shui merce privilegiata di casalinghe frustrate che devono riarredare casa. Lo slogan era questo:

"Per voi, che credevate che il Voodoo fosse Magia Nera, ma avete avuto il coraggio di comprare il mio secondo libro.
Per voi, che credete che il Feng Shui sia un modo di arredare la casa per annoiate casalinghe frustrate.
Per voi, che praticate seriamente l'Alta Magia e volete conoscere il luogo esatto del portale con il mondo sottile, nascosto tra le vostre mura. Per voi, che sentite l'occulto scorrervi dentro le vene a ancora non sapete di essere nati sotto l'influsso dell'unico elemento orientale, solo tra cinque, che dona Potere magico. Per voi."


Poi, nel 2013, prima di scoprire una intolleranza alimentare (mannaggia a lei) ero dimagrita tantissimo e mi aggiravo, pallida, emaciata e malaticcia come un Nosferatu tra i meandri sotterranei della libreria Esotericamente. Come non scrivere, per restare in tema, "Vampiri - il segreto degli Homines Nocturni", in cui affronto vari episodi di Vampirismo energetico, da creature viventi e da entità disincarnate ma, soprattutto, propongo una valida difesa magica da chiunque tenti di prosciugarci energeticamente.

Quindi, dopo aver ripreso i miei 10 kg. persi, per festeggiare ho scritto il libro più ciccione che potevo:
"Il Linguaggio Magico dei Tarocchi" (ediz. Psiche2).
Una mappazza di libro che, oltre a funzionare benissimo se dovete uccidere uno scarrafone, vi permetterà di apprendere l'Antica Arte della Cartomanzia e forgiare la vostra identità di Magus. Ecco lo slogan da consigli per gli acquisti:
"La Cartomanzia è un portale spalancato sui confini del Tempo; ed è anche il primo, fondamentale, oggetto di studio di ogni Mago o esoterista. Perché è questo che è andato perduto, nella massificazione
della cartomanzia: il linguaggio occulto dei Tarocchi.
Questo trattato svolge due funzioni:
la prima, permettere a chiunque, neofita o studioso, dotato di maggiore o minore veggenza, di utilizzare
i Tarocchi come strumento divinatorio, per prevedere il futuro ed indagare sul passato, riuscendo
a rispondere ad ogni domanda; la seconda, fornire il fondamento magico celato
dietro il simbolismo alchemico e cabalistico delle carte.
Perché lo studio dei Tarocchi non consiste solo nell'appoggiare un mazzo di carte sul tavolo e comprendere cosa accadrà in futuro.
I Tarocchi creano un esoterista, un conoscitore delle leggi umane e divine. I Tarocchi creano il Mago."


Insomma, fondamentalmente l'ho scritto perché ero stufa di vedere che la Cartomanzia era percepita come una roba da matrona napoletana attaccata all'899. Echeccacchio. 

Poi è arrivato il mio ultimo creaturo, sfornato fresco fresco un mesetto fa (e non sperate di sfuggire alla sua presentazione presso la libreria Esotericamente: sto solo decidendo la data...).

Ecco, quest'ultimo libro l'ho scritto dopo aver asciugato le lacrime di centinaia di clienti dal cuore infranto. "Rimedi Cabalistici per l'Amore". (Psiche2). Non ce la facevo più a vedervi piangere e soffrire, ragazze.
"La Cabala cela in sè la chiave per risolvere i problemi della vita affettiva.
Questo trattato svolge due funzioni:
la prima, permettere di riconoscere e comprendere le sette forze di matrice cabalista che determinano il proprio modo di amare, affondando inoltre a piene mani nelle radici dei miti che illustrano quanto queste energie, portate all'eccesso, possano nuocere;
la seconda, ripristinare l'equilibrio affettivo infranto, sia all'interno di un rapporto di coppia che nel corso della difficile ricerca dell'Anima Gemella.
Tutto ciò grazie ad una elaborazione psicologica della mitologia ellenica e ad una antica e semplice ritualistica cabalistica e angeologica".

Bom, con questo ho finito. Ovviamente, anatema immediato a chi non se li compra tutti, li legge con intensa passione e diffonde il verbo.

lunedì 2 febbraio 2015

QUANDO MI FANNO MALE


Marco Donatiello Ph.

Non capita spesso. Anzi, è molto raro.
Ma ogni tanto, più o meno consapevolmente, qualcuno mi fa male. Mi ferisce, mi pesta i piedi, mi nuoce.
Solitamente, per farmi davvero, davvero male, più che toccare me occorre toccare qualcuno a cui voglio bene.
A chi di noi non è mai successo. Possono insultarci, mentire, fare le peggio cattiverie contro di noi ed è come acqua fresca. Ma appena qualcuno ci tocca il coniuge, il figlio, il genitore, li sbraniamo.
Ecco, io sono un pò così.
Poi però c'è un problema. Ovvero che sono un'esoterista. Ed in teoria, noi esoteristi, ovvero gente un pò più spirituale della media (che non è poi così scontato ed automatico) dovremmo riflettere prima di concederci ad una salutare, feroce, infuocata ira.
Perchè siamo tutti un pò collegati a livello sottile, ed arrabbiarmi con te vuol dire arrabbiarmi anche con me stessa.
Perchè i difetti che tanto mi fanno arrabbiare in te, in teoria sono gli stessi che non accetto neanche in me.
Perchè magari c'è un karma che ha voluto che tu in questa esistenza mi nuocessi, e magari è perchè avevo un debito con te e ora siamo pari.
Perchè è bello, superiore, illuminato, pregare per i miei nemici.
Ma io li prego, davvero.
Dal mio profondo del cuore.
Accendo una candela nera, quando il sole tramonta.
Prendo il libro dei Salmi, alcune delle chiavi più pure e magiche di cui l'universo ci abbia dotato.
Non mi sporco neanche le mani, davvero.
Chiedo solo Giustizia ai piani divini.
E fino ad ora, devo dire, mi hanno sempre ascoltata.

venerdì 21 novembre 2014

THE BEGINNING - Come tutto ebbe inizio


Quando andai via di casa avevo da poco compiuto ventun anni. Pur avendo il trambusto nel cuore, sentivo che quella era l'unica cosa giusta da fare. Lo penso tutt'ora. All'epoca avevo appena iniziato gli studi all'università di Psicologia, fioccavano i 30 sul libretto e adoravo le materie. Non avevo la minima intenzione di mollare. Così, dopo aver trovato un dignitoso appartamentino in affitto e un lavoro part-time, continuai la mia vita. Ero sempre giusta con le spese, e le tasse universitarie di inizio autunno cominciavano ad essere difficili da pagare.
Un pomeriggio di Giugno in cui pioveva così tanto da non vedere oltre il proprio naso, conobbi lei. Mi venne presentata da un'amica che conosceva la nostra passione in comune: la Cartomanzia. Io all'epoca facevo le carte già da anni, avevo cominciato a 16 anni, però non le avevo mai fatte ad altri che non fossero amici. Lei era una cartomante al pubblico da decenni.
Quella ragazza aveva la risata più solare dell'universo, e da ogni suo piccolo gesto si sprigionavano un'energia e una forza spaventose. Mi propose da subito di affiancarla per un festival estivo che durava un mese, di mettere un banchetto insieme al suo e dividere le spese. Prendemmo l'ombrello e uscimmo a cercare l'organizzatore del festival. Pioveva così tanto che spesso dovevamo fermarci e ripararci, eravamo a piedi e il parco dell'evento era vicino a casa nostra. Arrivammo zuppe e fradicie come gattini bagnati al cospetto dell'organizzatore, un armadio di uomo con la barba arruffata e il sigaro in bocca, che rispondeva al nome di "Patrito". Appena ci vide scoppiò in una risata e, non so se per pietà o per altro, ci prenotò uno degli stand di maggiore passaggio.
Così trascorsi le serate e le domeniche d'estate, per molti anni di seguito. Arrivavo e lei era già lì, disponevamo i tavoli, le tovaglie, le carte, accendevamo le candele e gli incensi, ci raccontavamo quello che ci era capitato durante la giornata, e andavamo avanti a predire il futuro fino a tardi, spesso alle 2 di notte arrivava ancora qualcuno a chiedere alle carte.
Ricordo quelle serate come luminose, leggere, allegre.
I primi ad accorrere furono i maniaci di ogni tipo e sorta, che però quando capirono che stavamo davvero facendo solo le carte, senza secondi fini, si arresero in fretta. (Da cosa riconoscere a primo impatto un maiale? Ti chiede subito se leggi la mano piuttosto che le carte, cerca un immediato contatto fisico...).
Spesso quando il festival finiva, era un pò come se fossero finite le mie vacanze estive. Con il primo vento d'autunno, che faceva cadere le foglie nel parco, contavo i guadagni della stagione e sapevo che sarei riuscita senza problemi a pagarmi le tasse universitarie di Ottobre.
D'inverno poi io e lei avevamo preso l'abitudine di andare in un pub vicino a casa ogni tanto, anche lì accendevamo le nostre candele e facevamo qualche giro di carte. Anche se in realtà quella era solo una scusa per stare un pò insieme e farci offrire le consumazioni da qualche cliente soddisfatta.
Poi io conobbi mio marito e mi trasferii, lei divenne l'amante del titolare di quel pub, e lentamente ci perdemmo di vista.
Una settimana fa l'ho incontrata per caso vicino alla metropolitana. Erano passati quindici anni, ma in lei era presente la stessa forza, la stessa energia di allora. Lei è la classica cartomante che si getta d'impulso, prende le tue parti fino alla fine. Una volta ha convinto una cliente dal cuore infranto ad accompagnarla nel garage dove il suo ex aveva parcheggiato, ed insieme sono rimaste lì appostate fino a che lui non si è presentato e la cliente gli ha gridato addosso tutto il suo odio e la sua tristezza. Ecco, lei è una cartomante così. Minuta, guizzante, muscolosa, credo avrebbe avuto uguale successo se fosse diventata una investigatrice privata.
Era lì davanti a me, e sembrava che non fosse passato un solo giorno da quelle serate d'estate rischiarate dalle candele.
Poi lei mi parlò, e mi disse che il suo amante, il proprietario del pub dove andavamo d'inverno, era morto a causa di un incidente stradale un anno fa. Nel momento in cui i soccorsi tentavano di rianimarlo, lei lo aveva sentito entrare in casa sbattendo la porta, come sempre. Lo aveva chiamato e non lo aveva visto. Il giorno dopo aveva saputo. La famiglia di lui ovviamente le aveva impedito di partecipare al funerale, ma lei per mesi aveva sentito la presenza del suo amante vicino a sè.
Poi mi disse che anche l'organizzatore del nostro festival, Patrito, era venuto a mancare improvvisamente, all'incirca nello stesso periodo.
E io mi sentii come se quelle serate estive con le carte rischiarate a lume di candela fossero scomparse per sempre, e con esse la mia selvaggia età dei vent'anni.
Non provai tristezza, solo una specie di attutita nostalgia.

lunedì 27 gennaio 2014

COSA AMO DEL MIO LAVORO



Cosa amo del mio lavoro, anzi, dei miei innumerevoli lavori riassumibili col generico termine "esoterista".
Amo accendere le candele, e vedere che il mio studio con le pareti azzurre si ammorbidisce, diventa quasi liquido, per contenere e avvolgere le violente maree emotive delle mie clienti.
Amo bruciare l'incenso, e seguire con gli occhi le mutevoli volute. Mi piace chiudere un attimo gli occhi e respirarlo, ho l'impressione di elevarmi anche solo con questo gesto così semplice.
Amo, quando devo svegliarmi alla prima ora magica, ovvero all'alba, per compiere un rituale di Magia Salomonica, vedere la città trasformata. Quella che abitualmente è la via più centrale di Torino, gremita di gente, all'alba è completamente deserta. Solo alcuni baristi stanno spostando il dehor, con le serrande ancora a metà. Il cielo a quell'ora è ancora scuro, e sta decidendo se accogliere la luce del sole, o dormire ancora un pò. Apro la porta del negozio, accendo una sola luce e scendo le scale, al termine delle quali il mio piccolo tempio, un Athanor, è già sveglio come me, e pronto a mettermi in contatto con le entità che invocherò.
Amo quando una cliente di cui non ricordo più il volto, che non vedo da mesi, si siede davanti a me ed esordisce con la frase: "Stella, quello che hai detto si è avverato tutto". Amo un pò meno quando scopro che quello che si è avverato era soprattutto qualche evento spiacevole.
Amo quando mi chiedono di scrivere una dedica sul mio libro appena acquistato, e io inizio a scriverci un tema.
Amo il fatto che questo lavoro non è in grado di annoiarmi, e credo che non mi annoierà per i prossimi cinquant'anni.
Amo il fatto che le persone mi raccontano subito la loro vita più nascosta e segreta, i loro più inconfessabili desideri e pensieri. Spesso, so più cose io su di loro di qualunque altra persona gli sia vicina. Amo, quindi, l'immensa fiducia che mi viene quotidianamente concessa.
Amo il cappuccino schiumante, tra un consulto e l'altro, che mi scalda la gola e mi impedisce di perdere la voce.
Amo l'allegra confidenza che si instaura, durante un giro di carte o un corso di Tarocchi. Amo fare qualche battuta, ridere e far ridere. Perchè secondo me l'esoterismo è luce, gioia, allegria, complicità.
Amo quando un editore decide di pubblicarmi un libro, all'incirca in questo periodo dell'anno, e anche quest'anno è successo.
Amo quando scopro qualcosa di nuovo, parlando con qualcuno che ne sa più di me, o leggendo un libro particolarmente interessante. E mentalmente penso al modo di inserire questa nuova informazione all'interno di un corso, di un seminario o di un libro.
Amo preparare un evento, amo contattare le persone che vorrei che partecipassero, amo preparare la scaletta su come si svolgerà la serata.
Amo gli specchi del negozio, che riflettono la mia immagine vestita di scuro. Amo varcare quella porta, e trovare sempre qualcuno da salutare e con cui scambiare due chiacchiere.
In ultima analisi, amo decisamente tanto il mio lavoro.





giovedì 28 novembre 2013

UN NUOVO INCONTRO



Voi siete lì, sedute sulla panchina delle attese. La vostra vita sentimentale è piatta, solitaria, senza uscite. La vostra cartomante di fiducia vi ha predetto che avreste fatto un nuovo incontro. Voi vi siete guardate intorno per qualche giorno, guardando con occhio diverso il collega d’ufficio e il giornalaio dietro l’angolo, ma niente.
Così, un po’ stanche e tediate, con i piedi gonfi di chi non ha più voglia di correre dietro a nessuno, vi sedete sulla panchina.
Sentite un passo leggero alle vostre spalle, pensate all’immancabile vecchina che si siederà a fianco a voi per lamentarsi della gotta e del freddo.
Invece, arriva un ragazzo dai modi gentili. Vi chiede se la panchina è libera e se può sedersi, per almeno un attimo, vicino a voi.
L’aria diventa tiepida e quella voragine di vuoto che sentite al posto del cuore si acquieta per un istante.
Si apre l’universo delle possibilità.
Magari il ragazzo inizierà a giocherellare con la sua fede, e capirete che seguire quel futuro vi renderà infelici.
Magari il ragazzo vi offrirà un caffè per combattere quel freddo, e vorrete seguire quel tepore anche in capo al mondo.
Magari il ragazzo si alzerà subito dopo, per rispondere ad una telefonata urgente, si allontanerà dalla panchina accennando un saluto con passo veloce, e mai più saprete niente di lui.
Il mondo è pieno di possibilità, le mie carte ne estraggono alcune. Siete in tante a venire da me stremate, sfinite, disilluse eppure, allo stesso tempo, pronte a rimettersi in gioco. Fatelo, ma con grazia, leggerezza, allegria.
La vita è piena di possibilità. Il mio mazzo ha 22 carte. Coglietene una.


Marco Donatiello Photographer

lunedì 7 ottobre 2013

LA FINE DEL MONDO

Esistono alcuni approcci all'esoterismo che mi provocano immediata orticaria. Il primo di questi è rappresentato dal costante asserire di una presunta fine del mondo. Prima fu la volta della New Age. Ero ancora minorenne, mentre sfogliavo il libro (carino) "La profezia di Celestino", e tutti attorno a me parlavano della fine dell'era dei Pesci, dell'inizio dell'era dell'Acquario. Ciò doveva portare ad un innalzarsi delle coscienze, la fine del mondo per come lo conoscevamo noi, una serie di eletti che avrebbero sviluppato superpoteri che X-Men ci fà un baffo. Io alzavo un sopracciglio e continuavo a sfogliare il mio libro New Age.
Poi fu la volta di Nostradamus. Avevo poco più di vent'anni, mi pagavo la retta universitaria con i consulti di cartomanzia, e tutti attorno a me paventavano, nuovamente, la fine del mondo. Mille e non più mille, il Papa Nero, e amenità di questo genere. Io alzavo un sopracciglio e continuavo a fare le carte.
Poi fu la volta del calendario Maya, e nuovamente assistetti al panico della tremenda data del 21 Dicembre 2012. Persino una mia cara amica prese ferie quel giorno per trascorrere gli ultimi, presunti attimi della sua vita, insieme alla sua famiglia. Io alzavo un sopracciglio e continuavo a lavorare.
Con gli anni ho notato una cosa. Esiste l'esoterismo da "Fine del mondo, redimetevi tutti, passeremo ad un nuovo stadio di conoscenza e solo i migliori sopravvivranno". Ed esiste l'Esoterismo, quello con la E maiuscola, che smette di credere a queste baggianate.
Poi, però, a furia di sentire parlare di Kali Yuga, sono andata ad acculturarmi. Sì, perchè, terminata la paura del calendario Maya, la nuova moda è parlare di una fine del mondo legata al tremendo periodo del Kali Yuga. Secondo l'interpretazione della maggior parte delle Sacre Scritture induiste, Il Kali Yuga è l'ultimo dei quattro periodi, o "Yuga", e alla sua fine il mondo ricomincerà con una nuova Età dell'oro; questo implica la fine del mondo così come lo conosciamo (più di ciò che accadde alla fine degli altri Yuga, perché la Storia cadrà nell'oblio) e il ritorno della Terra ad un paradiso terrestre. Il mio sopracciglio già si stava alzando, quando continuai a leggere l'elenco dei problemi che sorgono nel periodo del Kali Yuga.
- Durante quest’epoca si assiste ad uno sviluppo nella tecnologia materiale, contrapposto però ad un’enorme regressione spirituale. Kali Yuga è l’unico periodo in cui l'ateismo è predominante e più potente della religione; solo un quarto di ognuna delle quattro virtù del Dharma (penitenza, veridicità, compassione e carità) è presente negli esseri umani. La nobiltà è determinata unicamente dalla ricchezza di una persona; il povero diviene schiavo del ricco e del potente; parole come “carità” e “libertà” vengono pronunciate spesso dalle persone, ma mai messe in pratica. Non solo si assiste ad una generale corruzione morale, ma le possibilità di ottenere la liberazione dall'ignoranza, si fanno sempre più rare a causa del generico declino spirituale dell'umanità.
 - La guerra “civilizzata” (con precise norme di correttezza e di onore) è stata dimenticata, e gli umani combattono senza onore. A differenza degli altri periodi, in cui era normalità cessare i combattimenti dal tramonto all’alba, cremare le vittime e riflettere sulla guerra, i combattimenti dell’età di Kali si protraggono costantemente, spinti soltanto dal desiderio di vittoria. Aumenta inoltre il sadismo.
 - Nel Kali Yuga, le persone non sono più rispettate per la loro intelligenza, conoscenza o saggezza spirituale. Al contrario, la ricchezza materiale e, ad un livello inferiore, la prestanza fisica sono ciò che rendono una persona ammirevole. Nonostante il rispetto sia superficialmente molto manifestato tra le persone, nessuno rispetta sinceramente gli altri. Ognuno crede che lo scopo ultimo della vita sia quello di ottenere rispetto, quindi diventando ricco o fisicamente forte.
- Nonostante l’età, gli esseri umani diventano inferiori in altezza e più deboli fisicamente, così come mentalmente e spiritualmente. C’è una diffusione di falsi dèi, idoli e maestri. Molte persone mentono, e si dichiarano profeti o esseri divini.
- Le donne in questa epoca diventano lascive ed immorali per natura.  Molte donne intraprendono l'adulterio e la prostituzione. (Su questo punto mi tranquillizzo un poco. Tradimenti e case chiuse esistono da sempre. Ditemi piuttosto che ultimamente la Società propone un tipo di donna molto diversa dal classico "Angelo del Focolare"...).
Comunque, sì, sembra che siamo in pieno Kali Yuga. Guenon stesso supponeva che il Kali Yuga iniziasse intorno al 2.000 d.C. Insomma, ci siamo. Che si può fare per sopravvivere, nell'epoca di Kali? Chi era la dea Kali intanto?



Kali era la brillante, bruciante, vitale potenza del femminino archetipico. Kali la spaventosa, la terribile. Kali la nera, oscura come una notte senza luci. Sia che si esprima in forma divina che umana il suo aspetto è terrificante perché implica un cambiamento radicale, che tutto dissolve, concepito alla stregua di una distruzione del creato e del tempo. La potenza con cui si attua è simboleggiata dall'immagine spaventevole di Kali danzante, con la sua collana di teschi e il suo pugnale.
Kali però nacque con un fine benefico: venne creata per distruggere un potente demone contro cui gli altri Dei stavano lottando senza tregua.
Raktabija era il nome del demone (in sanscrito ‘rakta’ significa ‘sangue’ e ‘bija’ ‘seme’), sembrava invincibile in quanto appena una goccia del suo sangue toccava terra nasceva un altro demone, e così all’infinito. Dal sopracciglio della Dea Durga, allora, nacque Kali, la notte suprema che divora tutto ciò che esiste, il tempo che distrugge i mondi. Kali con la sua bocca bevve tutto il sangue di Raktabija evitando che toccasse terra e poi gli tagliò di netto la testa. La sete di sangue, di violenza, di morte ubriacò la Dea che più non si fermò. Solo Shiva, il suo sposo, riuscì a fermarla gettandosi su di lei. Kali cercò di uccidere anche Shiva, ma quando riconobbe il suo sposo, prostrato ai suoi piedi, si fermò. Il cuore di Kali ricominciò a battere e l'universo fu salvo.
Come sopravvivere, dunque, nell'era di Kali? Dubito, nuovamente, che il mondo stia per finire. Però a volte credo che stiamo toccando un pò il fondo. Non riesco a leggere il giornale o a vedere un telegiornale, la violenza mi sopraffà. Come sopravvivere quindi?
Forse imitando il cuore palpitante di Shiva, lo sposo di Kali. Sopraffatti, inermi, stesi al suolo dalla indicibile violenza di Kali, è possibile effettuare un solo atto coraggioso. Continuare ad Amare. Amare il mondo in cui siamo, Amare gli individui che lo compongono, Amare gli Dei che dall'alto ci guardano e nascono dentro la luce del nostro cuore.

mercoledì 2 ottobre 2013

MADEMOISELLE LENORMAND


C'era una volta, tanto tanto tempo fa, una piccola bambina coi lunghi boccoli neri. Viveva in un piccola cittadina francese, di nome Alençon.
Aveva occhi scuri profondi come la notte, a causa di un giovane dolore. A cinque anni, aveva perso entrambi i genitori, e viveva in un orfanotrofio gestito da suore benedettine.
Ogni sera alzava gli occhi al cielo e chiedeva a qualche stella lontana di realizzare i suoi desideri. Chiedeva indipendenza, ricchezza, riscatto, fama, onore e potere.
Era la seconda metà del 1700, e appena divenne abbastanza grande da poter decidere del suo destino, decise di tentare la sorte nella capitale, Parigi.
Non aveva nessuno che si potesse prendere cura di lei, nè un amore, nè un amico, così andò a Parigi e trovò lavoro presso un'umile lavanderia. Era stancante, tornava a casa con le mani screpolate e le braccia doloranti; ma nello stesso tempo era divertente, aveva a che fare con tante donne nella sua stessa condizione, che come lei cercavano, in un modo o nell'altro, di andare avanti.
Tra un rammendo e una stoffa, c'era sempre il modo di fare due risate con qualcuno. Era una compagnia allegra, era facile fare amicizia e parlare un pò di tutto, un clima molto più aperto di quello in cui era cresciuta, nel rigore dell'orfanotrofio.
Quella ragazza dagli occhi scuri non dimenticava, però, la richiesta di riscatto che aveva chiesto al Cielo, per innumerevoli notti.
Un giorno nella lavanderia entrò una cliente particolare. Le sue colleghe si affollavano, dietro le fessure del retro del negozio, per osservare quella imponente signora che aveva sporto il suo lungo abito color blu pavone alla titolare. "Eccola, è lei!" "Guardala, guardala!". Anche la ragazza si avvicinò per osservarla di nascosto. Era una signora alta, formosa, di mezza età. Aveva lo sguardo di una donna che dalla vita ha visto, e ascoltato, tutto, e che ha saputo accogliere dentro di sè anche i più terrificanti segreti mai rivelati prima ad anima viva. La ragazza rimase rapita da quello sguardo. Dentro di sè, sentiva che quella donna avrebbe cambiato tutta la sua vita. Le dissero che si chiamava Madame Gilbert, che era un'indovina. Una donna che prevedeva il futuro con l'uso delle carte.
La ragazza era curiosa di sapere se il Cielo le avrebbe mai dato un'opportunità di riscatto, così, un pò timidamente, raccogliendo la sua paga settimanale, andò a casa dell'indovina per conoscere il suo avvenire.
Tornò tante volte in quella casa, quando, sfinita dopo la lavanderia, saltava la cena per andare a nutrire il suo spirito. Le carte le parlavano, parlavano alla sua anima. Le parlavano di potere, fama, successo, ricchezza e riscatto. La ragazza voleva capire come l'indovina riuscisse a vedere tutto questo. Così, Madame Gilbert, con pazienza e attenzione, le insegnò ad utilizzare i Tarocchi di Etteilla, il famoso parrucchiere e cartomante francese.
La ragazza dagli occhi scuri divenne una donna, una donna col nome di Marie Anne Adelaide Lenormand. Era a Parigi da neanche un anno, e aprì il suo studio di cartomanzia, in Roue de Tournon, una via stretta e riservata. Sull'entrata mise una semplice targhetta "Mademoiselle Lenormand, libraire". Questa riservatezza non le impedì di finire sotto lo sguardo delle autorità giudiziarie, che la fecero condurre davanti a un giudice, che decretò un breve periodo di carcere. Riguardo alla sua detenzione, Mademoiselle Lenormand raccontò, molti anni più tardi, che essa avvenne perché aveva predetto la morte del re Luigi XVI.
Nuovamente fuori dalla prigione, più determinata e testarda di prima, continuò la sua attività di indovina. Divenne sempre più famosa e importante, molte voci, più o meno accreditate, asserivano che Mad. lle Lenormand fosse diventata la confidente personale di Napoleone e della sua consorte Giuseppina.
Lavorò tutta la vita, accumulando numerose ricchezze, fama, successo e popolarità; le stesse che tanti anni prima aveva domandato al Cielo. Non si sposò mai, non aveva tempo per l'amore, o forse, chissà, le bastava conoscere i più nascosti tormenti del sentimento, che quotidianamente ascoltava per lavoro, per decidere di fuggire dall'amore il più lontano possibile.
Rimase tutta la vita Mademoiselle, non diventò mai Madame. In un giorno tiepido di fine Giugno, una brezza leggera entrò dalle eleganti vetrate del suo studio. Aveva le carte davanti, che per un attimo si offuscarono, come se una nuvola veloce fosse passata sopra il sole. Decise di salire un attimo sopra, di sdraiarsi nel letto. Congedò in fretta la sua cliente, che uscì dallo studio ancora piena di sospetti sull'infedeltà del marito.
Mademoiselle Lenormand salì le scale di marmo, si sdraiò sul letto tirandosi su le coperte rosso porpora. Sapeva cosa stava capitando. Qualsiasi cosa le avesse chiesto, quella mattina, la sua giovane e sospettosa cliente, usciva sempre la stessa carta. La Morte. Ancora e ancora. Era tempo di accogliere la Nera Signora, col suo teschio e la sua falce.
Alla sua morte, avvenuta all'età di 75 anni, numerosi fabbricanti di carte dedicarono in suo onore svariati mazzi di Sibille, il più celebre rimane il Petit Lenormand.
Più di dieci anni fa, quando ero una ancor più giovane cartomante, anch'io andai a Parigi per incontrare Mademoiselle Lenormand. Era distesa lì, al Cimitero di Père-Lachaise, circondata da fiori e fogli scritti. Le ho lasciato un piccolo vaso di violette.
Addio, coraggiosa, determinata, paziente Mademoiselle Lenormand.