Quali sono i reconditi pensieri di una scrittrice esoterica, moglie del titolare di Esotericamente, libreria e negozio di articoli per magia? Ma quante cose buffe, strane, bizzarre le sono capitate e non aveva mai osato scriverle da nessuna parte? Ecco il Diario semi-serio di una donna sentimentale che ha a che fare con l'occulto in ogni sua forma... Ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è puramente casuale.
venerdì 28 giugno 2013
COME VI IMMAGINATE DA VECCHI?
Ecco, questa immagine ha sempre avuto il suo fascino, per me.
C'è stato un periodo che la cercavo pure come poster da appendere in camera. Perchè?
Perchè rappresenta esattamente come immagino la mia vecchiaia.
L'ho giurato a me stessa. Non sarò una di quelle madamine che organizza le vendite per beneficenza sul sagrato della chiesa. Non sarò una di quelle vecchie matrone sedute sulla panchina, o in posta, o sul pullman, che non aspettano altro che attaccare bottone con giovani sconosciuti per lamentarsi del caldo o del freddo.
Non sarò una di quelle malate immaginarie che trascorre metà del suo tempo in ospedale o dal medico della mutua. Spero che la salute mi sostenga, quello sì. Inoltre, mi chiedo se, per quando io sarò vecchia, esisterà ancora, il medico della mutua.
Non so dove stia andando l'Italia. So che gli italiani, gradualmente, scompariranno. E' una semplice constatazione basata su un calcolo demografico. Ho già messo in conto che probabilmente mio figlio sposerà, sempre che l'istituzione del matrimonio vada ancora di moda tra 30 anni, dicevo, sposerà una ragazza straniera, oppure i cui genitori lo sono.
Se considero il fatto che all'asilo mio figlio è l'unico italiano figlio di italiani, su venti bambini, il calcolo è presto fatto.
Come mi immagino da anziana? Non troppo diversa da ora, in effetti. Con qualche ruga, qualche acciacco, qualche ossessione in più. Con qualche ricordo e qualche nome in meno dentro la testa.
Una cosa la sò con certezza: continuerò a fare l'esoterista.
Non tanto per avere un gruzzolo da parte (anche se nella pensione statale non confido assolutamente...).
Quanto per riempire la vita. Per sentirmi ancora utile. Per mettere in campo l'esperienza di mezzo secolo.
Sarò una vecchina, un pò bisbetica e sorda sicuramente, che farà le carte a stuoli di giovani ragazze dagli occhi umidi e dalla situazione sentimentale incerta.
Cambieranno pure i tempi, ma certe cose non cambieranno mai.
L'amore farà soffrire, ora come allora; il futuro sarà incerto e nebuloso.
Ci sarà sempre bisogno di una voce amica che tenta, con un giro di carte e qualche trucchetto, di conoscere e migliorare l'avvenire.
Non so dove sarò, anche se mi sono sempre immaginata in un paesino di mare. L'aria di mare fa bene ai vecchi, d'altronde.
Non so neanche con chi sarò. Mi auguro di essere ancora circondata dai miei affetti più cari. Spero di essere accompagnata nell'ultimo tratto della vita da tutti loro.
Questa è la mia vecchiaia. Voglio chiudere gli occhi con un mazzo di Tarocchi appoggiato sul comodino, e una brezza marina che entra dalla finestra, agitando lunghe tende bianche.
E la vostra vecchiaia, come la immaginate?
mercoledì 26 giugno 2013
QUANDO SOSTITUISCO MIO MARITO
Marco Donatiello Photographer
E' un evento estremamente raro, ma in alcune circostanze mi trovo a sostituire mio marito in negozio. Per i poveri, meschini e tapini che non se lo ricordassero, mio marito è il titolare della libreria Esotericamente di Torino.Ogni volta che mi trovo nel suo negozio da sola mi succede di tutto. Premetto che, anche se sono dieci anni che gli chiedo di prepararmi un catalogo coi prezzi aggiornati, esso è ancora una lontana utopia.
Quindi, prego sempre con fervore che non mi entri in negozio qualcuno che vuole acquistare un pendolino o un calderone. Libri. Chiedetemi libri. Di cui sapete già il contenuto e l'ubicazione nello scaffale. Il prezzo poi va da se, è facile, è scritto sul retro di copertina. Se proprio volete farmi felice, comprate i miei di libri, ecco. Di quelli conosco vita, morte e miracoli e sono vicino alla cassa.
Invece, appena rimango da sola entrano i casi difficili (per me, non per mio marito). Una signora che vuole un crisoberillo giallo grezzo. Un'altra che mi chiede un libro che la sua vicina di ombrellone leggeva l'estate scorsa, che parlava di magia e aveva la copertina arancione. (Sconosciuto ovviamente autore, titolo e casa editrice).
Sono qui in negozio da venti minuti ed è già entrato un corriere a ritirare un pacco e il commerciale della casa editrice "Terra di Mezzo" a fare la spunta dei suoi libri in negozio. Povera anima gentile, è di là da solo nell'altra stanza che scartabella e cerca i suoi libri, sparpagliati con un sistema che solo mio marito capisce. Anzi, è emerso ora. Sembra sia riuscito a cavarsela, mi ha pure lasciato un pacco di caramelle in omaggio. Beh, sostituire mio marito ha i suoi lati positivi.
Solitamente, i clienti di passaggio dal negozio, appena vedono che ci sono io alla cassa si precipitano ad acquistare. Se avevano preventivato di comprare un incenso in bastoncini, escono con incenso, brucia incenso, carboncini e un libro sugli incensi. Perchè? Mica perchè riesco a vendere meglio di mio marito. Neanche per il fatto che una bionda dietro la cassa aumenta le vendite. Il fatto è che io non conosco sempre i ricarichi della merce. Così, inizio a proporre sconti fenomenali. Deve essersi sparsa la voce. Quando poi torna mio marito e scopre che arrotondamenti ho fatto, cade nello sconforto più totale.
Immancabile, proprio ora un gruppo di ragazzine mi ha chiesto quattro pentacoli da portare al collo. Ovviamente, la chiave della teca in cui sono esposti se l'è portata dietro mio marito.
Una volta, è entrato il tipico gruppetto di ragazzi trentenni single, miscredenti. I classici che entrano per farsi due risate, con la scusa che uno di loro ci crede per davvero e deve fare compere.
Hanno iniziato a guardare i riti esposti e scherzando dicevano "Guarda, quanti riti Voodoo, è tutta magia nera!". Io ovviamente sorridevo amabilmente mordendomi la lingua per non parlare. Quando il più temerario si è rivolto a me, chiedendomi come mai tenevamo tanti riti di magia nera, sono esplosa. E' partito un pippone di dieci minuti sul fatto che sono l'autrice di "Voodoo e Candomblè", libro che avevo scritto col preciso intento di sfatare i comuni pregiudizi, che il Voodoo è una religione, non è magia nera, e il termine "Voodoo" stesso, in idioma africano, significa semplicemente "Dio". Sembravano aver compreso pienamente. Mi hanno chiesto, sempre trattenendo le risate, se esisteva un talismano per far tornare una ex. Gli ho risposto "Sì, si chiama Facebook". Dopo aver riso e scherzato, hanno comprato un pendolino e sono usciti.
Qualche giorno dopo, mio marito ha detto di aver sentito quattro ragazzi sui trent'anni che parlavano tra di loro, guardando le vetrine: "Sì, il titolare è una brava persona, un bonaccione. Ma devi vedere lei, la ragazza, eh, lei si vede proprio che fa magia nera...".
Uff, che fastidio. Io non pratico magia nera.
Penso che stasera li maledirò sacrificando un caprone scuro a Mammon.
lunedì 24 giugno 2013
HANDFASTING
Ieri, equinozio d'estate, ho preso parte ad una bellissima cerimonia: un Handfasting.
Che cos'è? Un Handfasting è una bellissima cerimonia spirituale che affonda le sue radici nel revival celtico e che oggi viene regolarmene celebrata nella Wicca da coloro che desiderano unire le proprie vite e le proprie anime sotto la protezione della Natura. Letteralmente infatti, Handfasting significa "legare le mani". Ed è infatti attraverso il legamento delle mani dei promessi sposi che essi si giurano amore eterno ("non è la morte che divide, ma la mancanza dell'amore"). La cerimonia viene officiata da due Sacerdoti, uomo e donna, che simboleggiano l'eterno equilibrio su cui tutta la Natura regola le sue leggi, e viene celebrata all'interno di un Cerchio, simbolo della ciclicità del tempo. A guardia di questo Spazio Sacro, vengono richiamate le Forze Primarie della Natura: i quattro Elementi di cui tutto è composto: Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Ed infine, a benedire e vegliare sulla giovane coppia, vengono invocati i principi Maschile nella forma di un Dio e Femminile nella forma di una Dea.
Nella cerimonia di ieri, il Dio era Toth, antica divinità egizia della luna, della sapienza, della scrittura, della Magia, misura del tempo e della geometria. Viene rappresentato come un ibis, un uccello che vola sulle rive del Nilo, oppure come un babbuino.
La Dea era Iside, regina della Magia e della fertilità, Dea dai mille nomi. Ampiamente descritta nel mio primo libro: "I Sette Poteri":
"Emblema della sposa fedele che abbatte gli ostacoli della morte, questa divinità ha assunto i toni della madre affettuosa. Accanto, però, a questo aspetto più umano e terrestre, Iside è stata connotata con forti tonalità magiche, diventando una dispensatrice di miracoli, in particolare in direzione di donne e bambini."
Insomma, con due Divinità di questa portata, la cerimonia ha assunto un tono molto vibrante e coinvolgente.
La sposa, Cristina, avvolta in un lungo mantello bianco, era bellissima. Diafana, dai lineamenti delicati e gli occhi ambrati, sembrava davvero una statua di Iside, riscossa dal lungo torpore ed emersa dall'anfratto dimenticato di qualche piramide, pronta a raggiungere il suo sposo dall'altra parte del mondo. Enzo, suo marito, era davvero emozionato, infatti ad un certo punto ha perso le parole. Ho trovato questo suo smarrimento una cosa molto carina, penso che sia un ragazzo molto devoto alla sua sposa, da ogni suo gesto traspariva un grande amore per lei.
Quello che davvero mi è piaciuto di più è stato il giuramento:
"Per il seme e la radice, lo stelo e la foglia, la gemma il fiore e il frutto,per la vita e per l'amore, io ... prendo te ... nella mia mano, nel mio cuore e nel mio spirito, dal sorgere del sole al corso delle stelle, né la morte potrà separarci perché nel tempo noi rinasceremo nello stesso istante e nello stesso luogo, e ci incontreremo, conosceremo, ricorderemo e ci ameremo ancora."
In effetti lì quasi tutte le donne avevano gli occhi lucidi di commozione...
Al termine della cerimonia, c'è stato un banchetto, dove sono stata ampiamente presa in giro per essermi appropriata di una bottiglia di Sangue di Giuda. Penso di averne bevuto così tanto che a un certo punto sentivo le tasche pesanti, dovevano essere i trenta denari... Sempre per colpa di quel vino traditore, i miei ricordi ricominciano dal mio viaggio di ritorno in macchina, mentre scioglievo i nodi della bomboniera con le rune e mangiavo i confetti... Devo aver ballato qualcosa di country in un prato, suppongo... Ricordo inoltre che uno dei partecipanti ammoniva i presenti di non finire la bottiglia di vino altrimenti sarebbero incorsi in una mia maledizione.
Sangue di Giuda, è l'ultima volta che ti bevo.
Enzo e Cristina, vi auguro un luminoso ed eterno amore.
Che cos'è? Un Handfasting è una bellissima cerimonia spirituale che affonda le sue radici nel revival celtico e che oggi viene regolarmene celebrata nella Wicca da coloro che desiderano unire le proprie vite e le proprie anime sotto la protezione della Natura. Letteralmente infatti, Handfasting significa "legare le mani". Ed è infatti attraverso il legamento delle mani dei promessi sposi che essi si giurano amore eterno ("non è la morte che divide, ma la mancanza dell'amore"). La cerimonia viene officiata da due Sacerdoti, uomo e donna, che simboleggiano l'eterno equilibrio su cui tutta la Natura regola le sue leggi, e viene celebrata all'interno di un Cerchio, simbolo della ciclicità del tempo. A guardia di questo Spazio Sacro, vengono richiamate le Forze Primarie della Natura: i quattro Elementi di cui tutto è composto: Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Ed infine, a benedire e vegliare sulla giovane coppia, vengono invocati i principi Maschile nella forma di un Dio e Femminile nella forma di una Dea.
Nella cerimonia di ieri, il Dio era Toth, antica divinità egizia della luna, della sapienza, della scrittura, della Magia, misura del tempo e della geometria. Viene rappresentato come un ibis, un uccello che vola sulle rive del Nilo, oppure come un babbuino.
La Dea era Iside, regina della Magia e della fertilità, Dea dai mille nomi. Ampiamente descritta nel mio primo libro: "I Sette Poteri":
"Emblema della sposa fedele che abbatte gli ostacoli della morte, questa divinità ha assunto i toni della madre affettuosa. Accanto, però, a questo aspetto più umano e terrestre, Iside è stata connotata con forti tonalità magiche, diventando una dispensatrice di miracoli, in particolare in direzione di donne e bambini."
Insomma, con due Divinità di questa portata, la cerimonia ha assunto un tono molto vibrante e coinvolgente.
La sposa, Cristina, avvolta in un lungo mantello bianco, era bellissima. Diafana, dai lineamenti delicati e gli occhi ambrati, sembrava davvero una statua di Iside, riscossa dal lungo torpore ed emersa dall'anfratto dimenticato di qualche piramide, pronta a raggiungere il suo sposo dall'altra parte del mondo. Enzo, suo marito, era davvero emozionato, infatti ad un certo punto ha perso le parole. Ho trovato questo suo smarrimento una cosa molto carina, penso che sia un ragazzo molto devoto alla sua sposa, da ogni suo gesto traspariva un grande amore per lei.
Quello che davvero mi è piaciuto di più è stato il giuramento:
"Per il seme e la radice, lo stelo e la foglia, la gemma il fiore e il frutto,per la vita e per l'amore, io ... prendo te ... nella mia mano, nel mio cuore e nel mio spirito, dal sorgere del sole al corso delle stelle, né la morte potrà separarci perché nel tempo noi rinasceremo nello stesso istante e nello stesso luogo, e ci incontreremo, conosceremo, ricorderemo e ci ameremo ancora."
In effetti lì quasi tutte le donne avevano gli occhi lucidi di commozione...
Al termine della cerimonia, c'è stato un banchetto, dove sono stata ampiamente presa in giro per essermi appropriata di una bottiglia di Sangue di Giuda. Penso di averne bevuto così tanto che a un certo punto sentivo le tasche pesanti, dovevano essere i trenta denari... Sempre per colpa di quel vino traditore, i miei ricordi ricominciano dal mio viaggio di ritorno in macchina, mentre scioglievo i nodi della bomboniera con le rune e mangiavo i confetti... Devo aver ballato qualcosa di country in un prato, suppongo... Ricordo inoltre che uno dei partecipanti ammoniva i presenti di non finire la bottiglia di vino altrimenti sarebbero incorsi in una mia maledizione.
Sangue di Giuda, è l'ultima volta che ti bevo.
Enzo e Cristina, vi auguro un luminoso ed eterno amore.
venerdì 21 giugno 2013
FONDI DI CAFFE’
Oggi una mia allieva del
corso di Magia mi ha chiesto se leggo anche i fondi di caffè.
Devo aprire un ridicolo
capitolo della mia vita. Era l’estate di circa otto anni fa.
Avevo appena iniziato ad
apprendere il Corso di Arti Divinatorie. Facevo già i Tarocchi
da tempo, ma volevo regalarmi un approfondimento sugli Arcani Minori. Incluso
nel corso, c’era anche la Caffedomanzia, ovvero la lettura dei fondi di caffè,
e la Cristallomanzia, ovvero la lettura con la sfera di cristallo.
Era una torrida estate di
tanti anni fa, e mi ero portata al mare in vacanza le dispense relative ai
fondi di caffè. Avevo deciso di sfruttare quei mesi estivi per impratichirmi.
Ovviamente, avevo bisogno di
una cavia. Ovviamente, mio marito si prestava come sempre ad essere la perfetta
vittima sacrificale.
Pover’uomo, ricorda
quell’estate ancora come un incubo. E perché mai, direte voi, che vuoi che sia
una tazzina di caffè.
Ecco, molti pensano che la Caffedomanzia
sia semplicemente una tizia un po’ strana che ti invita a bere un caffè al bar
e da lì prevede il tuo futuro. Alcune signore fanno questo in effetti. La vera
Caffedomanzia però risponde a regole ben precise. Intanto, necessita di un
piattino e di una tazza di rame.
Poi, il caffè non dev'essere l’espresso del bar, dev'essere caffè turco. Ovvero, si lascia bollire, in un
pentolino sempre di rame, un piccolo quantitativo di acqua. Quindi vi si versa
sopra un cucchiaino di polvere di caffè turco. Si mescola e il gioco è fatto.
Altra cosa fondamentale, il
caffè dev'essere rigorosamente senza zucchero, quindi amaro.
La cosa davvero comica è
che, nel sistema di Caffedomanzia, ad ogni domanda sul futuro
corrispondeva una tazzina di caffè (se caffè vogliamo chiamarlo). Immaginate le
splendide vacanze di mio marito.
Dopo ogni pranzo io
innocentemente gli domandavo: “Ti preparo un caffè amore?”. All’inizio ci
cascava pure, e si ritrovava una strana brodaglia scura servita in una tazza
ramata, con me dall’altra parte del tavolo ansiosa di prevedere il suo futuro.
Dopo la terza domanda (e
quindi la terza tazza) iniziava lui a prevedere il futuro, delirando per colpa
di una strana forma di disgusto e di intossicazione da caffè turco…
Scherzi a parte, dopo un po’
mio marito iniziò a preoccuparsi che volessi lentamente avvelenarlo. Perché il
rame inumidito, se non perfettamente asciugato, forma una curiosa ruggine
verdognola. Ecco, è altamente tossica, e può provocare la morte per ingestione.
Fortunatamente, ero molto ligia alla pulizia della mia tazzina per divinazione.
L’estate trascorse così in
modo ameno, e nell’autunno sentivo di padroneggiare perfettamente la
Caffedomanzia. Ma funziona? Mi chiederete.
Funziona, anche se ho potuto
scoprirlo solo a posteriori. In quell’estate, tra le tante domande di prova
avevo chiesto anche che mi venisse descritto un mio conoscente di allora. Era
un uomo che frequentava spesso il negozio. Chissà, magari un giorno vi parlerò
meglio di lui. Sappiate solo che era un individuo pericoloso, il classico lupo
travestito da agnello. Io non sono solita chiedere ai miei sistemi divinatori
di indagare sui miei amici o conoscenti. Non mi sembra una cosa lecita o
carina, mi sembra di invadere la loro privacy. In quel caso, chiesi al mio
terribile caffè turco di descrivermi che tipo di persona lui fosse. Uscì una
figura complessa. Era un uomo, di profilo, che fumava una pipa. Il fumo
circondava tutta l’immagine. Non riuscivo a decifrare il senso di quella
figura, così telefonai direttamente al mio insegnante per farmela spiegare.
Lui mi disse che il fumo
era un segno di inganno, e che colui che fumava gettava in realtà fumo negli
occhi di chi lo circondava.
Sul momento, pensai di aver
sbagliato qualcosa nella lettura e non diedi peso al responso. Molti anni dopo,
però, scoprii che quest’uomo era un truffatore di mestiere, con una lunga
sfilza di denunce e di carichi pendenti sulla testa. Fortunatamente, è lontano
da me, dalla mia vita e dal negozio da molto, molto tempo.
A volte mi chiedo cosa
sarebbe successo se avessi prestato un po’ più fede a quella macchia di caffè, che
mi stava svelando una cosa importante.
Riguardo alla lettura dei
fondi di caffè, purtroppo non la effettuo come consulto al pubblico. Tra il
caffè terribile e il rischio di ruggine tossica rischierei di perdere metà dei clienti e
di beccarmi una denuncia dall’Asl.
Però mi sto organizzando per
preparare un evento pubblico in un locale, una bella serata d’estate in mezzo
ad un prato verde, circondata da candele, a leggervi i fondi di caffè. Ricordatevi, quale che sia il futuro che il
nero e amaro caffè turco vi rivela, vi consiglio di non ignorare i suoi
messaggi.
giovedì 20 giugno 2013
MEDIANITA'
Marco Donatiello Photographer
Oggi voglio parlare di una pratica esoterica a mio dire pericolosa, ovvero la Medianità.
Non parlo del Channelling rivolto ad entità angeliche, spiriti guida e affini.
Mi riferisco alla classica seduta medianica con Planchette, o Ouija che dir si voglia.
E' la classica tavola su cui sono scritte le lettere dell'alfabeto, più alcune semplici e brevi parole.
Serve per comunicare con i defunti.
Perchè reputo che sia una pratica pericolosa?
Uno, perchè spesso l'entità che si mette in contatto con noi non è quella che cercavamo di contattare.
Due, perchè le entità sono molto restie a rivelare i numeri del Lotto. (Scherzo).
Tre, fondamentale, perchè nel corso delle sedute medianiche viene praticato il vampirismo, a livello sottile.
Partiamo dal primo assunto. Perchè se cerco di contattare la defunta Nonna Concettina, rischio di trovarmi davanti a Peppino, l'ex calzolaio di Catanzaro, che proprio non vuole andare verso la luce? (Ghost Whisperer docet).
Riprendo in mano il mio ultimo libro pubblicato, "Vampiri", Aradia edizioni.
"(...) In
questo stadio, muore l’anima umana e nasce lo Spettro.
Richiamato
costantemente alla sua esistenza terrena, egli infesta i luoghi frequentati in
vita, e insidia chi lo ha saputo radicare alla materia.
Diverso
è il discorso del Fantasma, semplice corpo astrale, svuotato dell’anima dopo la
gloriosa uscita dal Baratro d’Ecate. Come un vestito pregno dei ricordi del
defunto, queste spoglie si aggirano fluttuando nel piano astrale, in attesa di
essere, col tempo, definitivamente dissolte. In alcuni casi, gli Spettri, gli
Elementari e le Larve possono rivestirsi del corpo astrale, per semplicità
definito Fantasma, e manifestarsi in sedute spiritiche, attingendo ai ricordi
del defunto per fingere la sua identità e potersi nutrire della forte energia
emozionale e psichica emessa dai partecipanti."
Quindi, in pratica, nel corso di una seduta medianica è facile che si manifesti un Fantasma, che, come anche la tradizione vuole, nasconde la sua vera identità sotto un metaforico lenzuolo bianco. Chi si cela sotto quelle vesti? Raramente si tratta del defunto che si voleva contattare. Più facilmente, si tratta di uno Spettro, ovvero un altro defunto, che ha preferito radicarsi alla materia e, famelicamente, viene ad attingere preziosa energia psichica dai partecipanti alla seduta.
Tornando al mio terzo assunto, sottolineo quanto la medianità provochi una sorta di vampirismo "consenziente".
(Cito sempre "Vampiri", Aradia edizioni):
"Nel corso delle sedute spiritiche, avviene una sorta di tacito e occulto scambio energetico: lo Spettro che indossa le vesti (ovvero i ricordi) del corpo astrale di un altro defunto, può in effetti parlare con la sua voce e commemorare ogni evento del suo passato; per la gioia dei suoi cari che lo hanno evocato. In cambio, egli trae dai viventi la loro sottile energia psichica, creando, a lungo andare, anche vere e proprie ferite energetiche, temporanee, nella loro aura. Chi pratica frequentemente sedute medianiche, può facilmente sentirsi spossato, svuotato di ogni energia, come privo di volontà."
Oltre a questo, il luogo in cui vengono effettuate spesso sedute medianiche, diventa, sul lungo periodo, una sorta di "portale" tra i due mondi, e le fameliche entità possono aggirarsi in tale sede anche molti anni dopo che si è smesso di praticare sedute spiritiche.
Quando qualche cliente in negozio si lamenta di avere negatività in casa, percepisce voci, rumori e ombre strane, la prima cosa su cui indago è se in quella abitazione sono state effettuate sedute spiritiche.
Una mia giovane cliente, con un bambino piccolo, era solita svolgere in casa sedute con una cadenza settimanale. Ha dovuto smettere, e buttare via la Ouijà, nel momento in cui si è resa conto che suo figlio percepiva chiaramente delle ombre nell'abitazione.
I bambini piccoli hanno spesso fenomeni di veggenza, dal momento che non sono ancora stati tarpati dalla nostra razionale società.
Io personalmente sono quindi poco favorevole alla medianità, per una serie di motivi.
Se però avete una nonna da poco dipartita che, in fin di vita, vi ha promesso che contatterà una brava sensitiva per dare i numeri del Lotto, imbraccio la Ouija e vi raggiungo!
martedì 18 giugno 2013
A.A.A. DONNA STUPIDA CERCASI
Ieri ero in macchina con alcune persone, tra cui un mio caro amico, che mi ha esplicitamente chiesto di rimanere nell'anonimato. Il viaggio era lungo e abbiamo cominciato una curiosa conversazione.
Gli ho chiesto: “secondo te,
se non avessi conosciuto mio marito, mi sarei sposata?”.
Ovviamente mi aspettavo una
risposta del tipo: “certo, avresti avuto decine di altri
spasimanti tra cui scegliere con chi convolare a nozze”.
Adoro fare questo tipo di
domande per farmi fare i complimenti.
Invece la sua risposta mi ha
ghiacciato: “No, non ti saresti sposata”.
Ho evitato di conficcare
spilloni nella bambolina voodoo dedicata al mio amico, non gli ho inflitto la
benché minima tortura fisica, uno perché era una strada piena di tornanti e
avvolta dalla nebbia, due perché ero ansiosa di ottenere una spiegazione.
Io rimango sempre
terribilmente affascinata dalle teorie maschili, mi sembrano perle di saggezza
provenienti da un luogo misterioso e arcano: l’Altra Metà del Cielo.
Quindi, dopo la regola di
Tommy sulla genetica, ampiamente descritta nel post precedente, oggi
vi tocca il polpettone della legge del mio anonimo amico sul matrimonio. Me la sono fatta
spiegare più e più volte, stupefatta e allibita, proprio per essere sicura di
aver compreso ogni passaggio. Contate che il viaggio era lungo, e io spesso
interrompevo con esclamazioni del tipo: “che maschilista”, “non ci credo”, “ma
figurati”.
Allora, secondo questo mio amico,
la percentuale di uomini intelligenti è molto bassa. Lui li definisce, per
comodità, “uomini alfa”. La maggioranza dell’universo maschile celibe ricade al
contrario in una sorta di popolo ottuso, molto distante dagli uomini “alfa”.
Questo popolo ha però le idee molto chiare sul tipo di compagna con cui vivere
insieme.
Uno, non deve essere
superiore a lui in niente. Un uomo insicuro e poco intelligente, cercherà una
compagna a lui inferiore. Soprattutto a livello di cultura. Quindi, dato che
questo genere di uomini dal pensiero limitato difficilmente è arrivato alla
laurea, cercherà una compagna che, possibilmente, non abbia superato il liceo.
La superiorità che questo
uomo insicuro ricerca si manifesta anche col desiderio di una compagna
remissiva, docile, ubbidiente, mansueta. Una donna con un lavoro e uno
stipendio inferiore al suo. Se proprio deve lavorare, dato che c’è crisi in
Italia. L’uomo insicuro preferisce la donna a casa.
E l’emancipazione femminile,
il femminismo, la parità di diritti? – Chiedevo al mio amico.
Sembra che questa tipologia
di uomo insicuro se ne sbatta altamente.
Altra cosa, viene ricercata
anche una donna poco appariscente, che non dia nell’occhio, un po’ bruttina
insomma. Magari anche inesperta nelle arti amatorie.
Arrivata a questo punto
pensavo di essermi imbattuta in un universo parallelo. Cioè, fammi capire, una donna bruttina, che se ne sta tutto il giorno chiusa in casa a
cucinare, illetterata e remissiva ha più facilità di farsi sposare di una bella
gnocca, laureata, con un carattere brillante e che guadagna bene?
Parrebbe di sì. Per il
semplice fatto che di uomini insicuri ce ne sono tanti. Uomini che devono già ubbidire
al capo, in ufficio o in fabbrica che sia. E che quando tornano a casa,
vogliono gustare un po’ di potere e di superiorità su un altro essere umano, in
questo caso, la moglie.
Senza andare troppo lontano,
la nonna di questo mio amico, quando lui era poco più che adolescente, gli
consigliava: “Non sposarti mai una donna che sappia di latino…”, ovvero una
donna che studia, che sta sui libri.
Forse l’Italia non si è
ancora liberata completamente da questo maschilismo imperante che vuole la
donna ignorante a casa.
Per carità, nessun uomo
vuole al suo fianco la classica rompiballe. Ed è vero che più una donna studia,
più diventa saccente, controbatte, non sta più zitta. Ma possibile che voi
uomini preferiate uno zerbino ambulante ad una compagna che sappia farvi da
spalla?
Comunque, per quelle diecimila
ragazze che giusto quest’anno si sono laureate; e per quelle diecimila donne che lavorano guadagnandosi l'indipendenza, ricordo che esiste anche una
percentuale di uomini intelligenti, sensibili, al passo coi tempi. Uomini che
vogliono al loro fianco una donna intelligente, arguta, divertente,
indipendente, bella come il sole e abile conversatrice, durante i
lunghi viaggi serali, in macchina con la nebbia.
lunedì 17 giugno 2013
LA CODA IN POSTA
Voi credete che le esoteriste affermate vivano di una esistenza luminosa e scintillante, piena di eventi interessanti e persone originali. In linea di massima è così, però neppure io riesco a evitare una tediosa incombenza: andare in Posta.
Allora mi armo di santa pazienza e mi avvio verso il mio solito Ufficio Postale. Quando sono fortunata prendo il numerino, spesso l'erogatore dei numeri è rotto e c'è una fila che arriva fino in strada, dove tra l'altro sfrecciano le macchine e i vecchietti in attesa della pensione rischiano quotidianamente la vita.
I vecchietti. Sì, parliamone. L'Italia è un paese di vecchi, si sa. Gli over 65 sono il 20% della popolazione italiana e, curiosamente, quando decido di andare in Posta anche loro organizzano un Convegno sulle Disgrazie Mondiali proprio lì.
Una cosa che odio delle Poste è che non esistono finestre. Con la calura estiva e una concentrazione di anziani stipati a fare la coda in una misera stanzetta, iniziano i miasmi.
Che poi lo so, sono cattiva, neanche loro hanno tutta 'sta voglia di stare in coda per un'ora insieme a me. Tempo fa, appena laureata, avevo lavorato per un breve periodo (breve, perchè mi sono licenziata, non sopportavo il mio capo), dicevo, avevo trovato un lavoro presso le Onoranze Funebri Giubileo. Non immaginatemi a riesumare cadaveri per costruirmi la Magic Box Voodoo (richiede ossa di morto, sappiatelo). Ero lì per svolgere assistenza psicologica ai parenti dei defunti. Comunque, la cosa migliore di quel lavoro era la divisa.
Camicia e giacca su cui svettava, a chiare lettere, la scritta"GIUBILEO".
Ora, immaginatemi entrare in un ufficio postale pieno di anziani che quotidianamente si chiedono se rivedranno la luce anche il giorno successivo. Appena mi vedevano, si spostavano per farmi entrare. Si rivelavano gentilissimi. Era tutto un ossequio, un "Passi pure davanti, signorina, io non ho fretta."
"Prego, prego, largo ai giovani!"
Ogni tanto, se mi voltavo di scatto come nel gioco "l'Orologio di Milano fa Tic Tac" ne potevo beccare qualcuno ancora con la mano sui gioielli di famiglia.
Confesso che, quando sono andata via dalla Giubileo, una camicetta con la loro insegna l'ho conservata. Nonostante le proteste di mio marito, che probabilmente pure lui è convinto che un pò di tigna la mandi.
La tengo per le urgenze improvvise, quando ho tre bollettini da pagare, due movimenti sul Libretto e la PostePay, tre raccomandate e due pacchi da spedire, e un bambino da andare a prendere all'asilo venti minuti dopo.
Cara, vecchia divisa della Giubileo. Se volete, ve la impresto. Vi assicuro che funziona.
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