Ultimamente questa coppia di esoteristi, composta da me e mio marito, dedica ogni sera alla ricerca di una casa nuova. Non che la nostra attuale non ci piaccia, al contrario, ma non è congeniale all'aumento della famiglia. Quindi, ogni sera io e mio marito ci aggiriamo come anime in pena nelle vie centrali di Torino, affiancati da uno o due agenti immobiliari.
Intanto, non ho ancora visto un agente immobiliare arrivare puntuale all'appuntamento prefissato. Il giorno che mi capiterà, inizierò a credere anche alle Madonne che lacrimano sangue.
Ho visitato tantissime case, ma ce n'è una di cui devo assolutamente raccontarvi. L'ho definita La Casa, anzi, la Casa Maledetta.
Intanto, l'appuntamento per visionarla era in agenzia alle 19.15. Alle 19.40, l'impiegata dell'agenzia si accorge di non avere le chiavi per aprirla. Si scopre, dopo numerose telefonate ai vari agenti della zona, che le chiavi le ha un ragazzo che ha probabilmente appena buttato la pasta per fare cena e quindi torna indietro per consegnarcele. Alle 20 siamo finalmente davanti alla Casa.
Succintamente, ecco le informazioni che l'agenzia ci aveva dato: "Ex convento delle suore, l'immobile ristrutturato è disposto su tre
livelli da ingresso indipendente dal piano terra (...)
Al piano seminterrato attraverso un passaggio storico del XV secolo si
accede all'ampia taverna, il soffitto è a volta con i mattoni a
vista."
Eravamo lì davanti, a questa casa indipendente, e la ragazza dell'agenzia cercò di aprire il portone. Niente da fare. Non si apriva. Colta da estremo imbarazzo, iniziò ad elogiare l'elegante manifattura della serratura, originale del 1.700, che il suo zio fabbro, quando la vide in foto, rimase estasiato. La serratura, dopo dieci minuti di scatti e spallate, dell'agente e di mio marito, continuava a non cedere. Alzando gli occhi verso le finestre buie della casa, per un attimo ebbi la sensazione di trovarmi davanti alla famiglia di fantasmi del film "The Others", con Nicole Kidman e i due pargoli spettrali, stretti in un abbraccio a guardarci e a ripetere: "Tranquilli, non entreranno, la Casa resterà nostra per sempre". Ancora peggio, iniziai a pensare ad un trio di suore del convento (quello era la Casa, in origine), strette a guardarci dalla finestra e ripetere "Tranquilli, quegli sporchi commercianti del negozio di Magia dietro l'angolo non entreranno. La Casa sarà nostra per sempre". A quel punto, stremata, l'agente immobiliare telefonò a qualcuno. Suppongo fosse l'agente di prima che, nuovamente, era tornato a casa per buttare la pasta. Per un attimo credevo che sarebbe arrivato Harvey Keithel in versione Risolutore, con l'acido corrosivo nella valigetta, per distruggere la preziosa serratura del 1.700. Invece, arrivò un agente immobiliare grosso come un armadio (secondo me aveva sbagliato lavoro. Avrebbe guadagnato dieci volte tanto nelle lotte clandestine). Comunque, il Risolutore riuscì, con un paio di spallate ben assestate, ad aprire la porta.
Entrammo e andammo subito a vedere la taverna. Ecco, ho come l'impressione che lì sotto abbiano seppellito qualcosa. Non so se Suore che volevano darsi alla bella vita e scappare dal convento, o feti di cui nessuno doveva sapere (esiste un pò questo luogo comune, nelle segrete e tra i segreti dei conventi...).

Ovviamente, sia io che mio marito ci siamo subito innamorati di quell'atmosfera un pò lugubre, dove il passaggio tra i mondi pare così sottile. Quella, c'è poco da fare, è la casa perfetta per qualunque occultista. Per qualunque occultista senza prole a carico, però. Ne abbiamo avuto definitiva conferma quando ci siamo trovati davanti ad una scalinata dalla tremenda pendenza, grazie alla quale cui si accedeva alla cucina. Ecco, se non sono morta lì, a salire e scendere quelle scale, penso che camperò almeno altri 40 anni. Probabilmente anche le suore spettrali hanno avuto pietà di noi, sarebbe bastato uno sgambetto al decimo gradino e la famiglia di esoteristi si sarebbe unita al macabro terzetto di suore alla finestra.
Questo per dirvi che, se siete esoteristi, (in particolar modo medium, già immagino la planchette impazzita lì dentro!) non volete prole al seguito e cercate casa a Torino centro, esiste l'immobile giusto per voi.