Qualche tempo fa ho scritto
della prima, importante azione magica, senza la quale nessun rito funzionerà
mai: il Volere.
La seconda azione che
qualunque Magus dovrebbe conoscere e applicare è il Sapere.
Viviamo in un’epoca di sovrabbondanza
e superficialità dell’informazione. Attraverso Internet è possibile ottenere un’infarinatura di tutto. Posso, in poco meno di tre minuti, conoscere la
ricetta del Guacamole per il Bimby, la biografia del cartomante Etteilla, i
fondamenti dello Shintoismo. Però.
Come se li avessi sorvolati
dall’alto, con la leggerezza di una piuma.
Per conoscere, per sapere,
ho bisogno di profondità e raccoglimento. Ho bisogno di confronti, ho bisogno
di conoscere pareri contrari, critiche, punti di vista differenti.
Ho bisogno di sfogliare
libri antichi che profumano di vissuto, ho bisogno di perdere la vista con i
caratteri minuscoli delle note a margine.
Ho bisogno di fermarmi e
riflettere per assimilare.
Ho, a volte, persino bisogno
di conoscere il nome di battesimo, il volto e la firma dell'autore di cui sto
leggendo. Questa è una mia fissa, mi rendo conto. Con un fondamento di verità,
se credete nella grafologia e nella morfopsicologia (l’antica fisiognomica).
Il punto è un altro. Nel
nostro settore, nell’esoterismo, dove tutti nascono imparati e avere poteri
caduti dal cielo senza muovere un dito sono cose all’ordine del giorno,
applicare la seconda azione magica è fondamentale.
È il primo metro di giudizio
per capire la differenza tra una Vanna Marchi e un Eliphas Levi.
A volte arrivano da me
clienti che si sono fatte bellamente infinocchiare da qualche sedicente mago,
anche per svariate migliaia di euro. La prima cosa che chiedo sui lavori
precedentemente svolti da altri operatori, è a quale tradizione magica
appartenevano.
Irrimediabilmente cala il
silenzio. Le mie clienti non lo sanno.
Ma cacchio, è Magia
Salomonica, Tzigana, Egizia, è Voodoo, Candomblè, Santeria, Stregoneria quella
per cui hai pagato quanto un mese di crociera? Che studi aveva fatto la persona
a cui ti sei rivolta?
A malapena, le mie clienti
più fortunate sapevano che si trattava di Magia Bianca, o di Magia Nera (andate a rileggervi il mio omonimo post, se volete sapere come la penso a
riguardo dei colori…).
Insomma, queste sedicenti
maghe prendevano il malloppo senza minimamente rivelare che cosa mai avrebbero
fatto di pratico.
Seconda azione magica:
Sapere. Conoscere. Imparare. Fare domande.
Un giorno di tanti anni fa,
ho visto una maga con fedeli al seguito chiedere materiali in negozio per il
Dio Salomone. Il. Dio. Salomone. Ma neanche a catechismo da piccola era andata!
Allora, ci sono le vecchie
baguie, sgrammaticate, che non hanno superato la terza media, che solitamente
vivono in remoti paesini e a cui una parente ha “passato la mano”. Hanno i loro
trucchi, i loro mezzi, e sono brave, per carità. Ma stanno morendo,
appartengono al passato. Le nuove generazioni sono composte da persone
fameliche di sapere. A cui non basta sapere che c’è bisogno di un limone e di
qualche spillo per fatturare qualcuno, hanno anche bisogno di sapere perché
funziona così.
Volete smascherare uno
pseudo - Guru che gioca a fare il santone per approfittarsi delle sue adepte?
Leggete qualche libro e tempestatelo di domande.
I libri vi doneranno libertà
e ampiezza di pensiero. In ogni settore, a maggior ragione in questo.
Per diventare grandi, per
capire le leggi sottili dell’universo, dovrete donare notti insonni alla
sapienza. Niente vi verrà regalato.
Più studierete, più capirete
di non conoscere (come disse Socrate, tanto tempo fa…).
Non demoralizzatevi,
continuate. Camminate sulle teste dei giganti, degli esoteristi che, nei
secoli, hanno fatto la storia.
E se proprio non sapete da
dove iniziare, ricordatevi che ho scritto ben sei libri…
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